Guareschi 2008

 
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Giovannino Guareschi al Bertoldo

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GIOVANNINO GUARESCHI AL “BERTOLDO”
Ridere delle dittature 1936-1943

29 novembre 2008 – 28 febbraio 2009
Auditorium del Museo di Santa Giulia
Via dei Musei 81/b – Brescia

Ingresso libero

In occasione del Centenario della nascita di Giovannino Guareschi Brescia rende omaggio al grande scrittore della Bassa parmense con la mostra Giovannino Guareschi al “Bertoldo”. Ridere delle dittature. 1936-1943. Una grande esposizione che racconta uno dei momenti più vivi e fervidi della sua attività di umorista. Più di 70 disegni originali del “Bertoldo”, il mitico settimanale milanese degli anni Trenta, edito da Rizzoli, costituiscono il nucleo di una mostra evento che racconta l’Italia del fascismo, alle soglie della modernità, attraverso l’umorismo intelligente e sottile di Giovannino Guareschi e dei suoi collaboratori.

La mostra Giovannino Guareschi al “Bertoldo”. Ridere delle dittature. 1936-1943, curata da Giorgio Casamatti, Guido Conti e il Club dei Ventitrè, è promossa da Comune di Brescia, Provincia di Brescia – Assessorato alle Attività e Beni Culturali, Valorizzazione delle Identità, Culture e Lingue locali, Fondazione Brescia Musei, MUP Editore; è inoltre realizzata con il patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali, Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giovannino Guareschi, Regione Lombardia – Cultura, Identità e Autonomie della Lombardia, Club dei Ventitrè, e il sostegno di Fondazione Cab, Stile Arte, Gestione, Normalien, 1000 Miglia, Brescia Trasporti, La Sosta – Brescia. Si ringrazia la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

La mostra, allestita nell’Auditorium del Museo di Santa Giulia (Via dei Musei 81/b – Brescia), sarà aperta da sabato 29 novembre 2008 a sabato 28 febbraio 2009, con ingresso libero.
Nell’ambito della mostra verranno proposte attività didattiche rivolte a gruppi di adulti e al mondo della scuola, principalmente alla secondaria di I e II grado, livelli scolastici che affrontano il periodo storico dal 1930 al 1945 nelle materie curricolari. Le offerte culturali si suddividono in visite guidate che presentano la mostra e i criteri espositivi adottati, in percorsi tematici che approfondiscono i temi delle diverse sezioni e in laboratori didattici che analizzano gli argomenti e i materiali attraverso la sperimentazione pratica. Questi ultimi, avendo un carattere propriamente tecnico, possono essere estesi anche alle classi quarte della scuola primaria.

LA MOSTRA NEL DETTAGLIO
La mostra Giovannino Guareschi al “Bertoldo”. Ridere delle dittature 1936-1943 aggiunge un altro importante tassello alla riscoperta di questo scrittore che ha visto i suoi libri tradotti in tutte le lingue, con oltre 380 edizioni pubblicate in tutto il mondo, a esclusione della Cina e della Corea del Nord per evidenti motivi politici. Esistono piazze, pizzerie e ristoranti in ogni angolo del mondo che portano i nomi di Don Camillo e Peppone, i personaggi della saga ambientata nella Bassa parmense. Fenomeni non secondari che raccontano la fama raggiunta ai quattro angoli del mondo da questo autore, alla cui morte l’Unità scrisse “è morto uno scrittore mai nato”.
Lontano finalmente da pregiudizi ideologici e politici, la mostra racconta il periodo milanese dello scrittore. Un ritratto nuovo di Giovannino Guareschi (Fontanelle, Parma, 1908 – Cervia, 1968), che lo inserisce nella tradizione umoristica tra Otto e Novecento dei giornali satirico-umoristici e degli scrittori come Fellini, Marchesi, Metz, Mosca, Campanile, Zavattini, Scalpelli e molti altri… tutti “figli e nipoti” di Carlo Collodi, che hanno segnato la nascita della moderna editoria sotto il regime, l’affermarsi dei giornali satirici come “L’Asino”, “Il becco giallo”, “Marc’Aurelio”, “Bertoldo”, “Settebello” e “Candido”: una tradizione, questa, che proseguirà negli anni Settanta con “Il Male” e negli anni Novanta con “Comix” e “Cuore”.
I pannelli e i disegni della mostra invitano i visitatori a riflettere sulle correnti letterarie del Novecento – un secolo profondamente tragico, ma oltremodo umoristico, ricco e complesso –, al cui interno si inserisce la corrente umoristica, di cui Giovannino Guareschi ha fatto parte, mai citata nelle antologie o nelle storie letterarie, anche universitarie. La mostra rilegge l’umorismo della prima metà del XX secolo con tutte le sue contraddizioni, da quella filofascista del “420” a quella sottile e antimilitarista del “Bertoldo”, che pur seguendo le veline del regime incappò talvolta anche nelle violente censure. Una tradizione che completa un Novecento ancora tutto da studiare, fuori dalle rigide schematizzazioni di chi ha strutturato il canone novecentesco.

Il “Bertoldo” si può considerare come un’enciclopedia dell’umorismo sia narrato che disegnato. Quei formidabili otto anni, dal luglio del 1936 al settembre del 1943, rappresentano una vera e propria fucina di modi e di tecniche narrative per far ridere, uno dei vertici raggiunti dalla narrativa umoristica italiana del Novecento, proprio mentre Mussolini istituiva e decretava la vittoria e il suo impero oltre i confini italiani. Giovannino e gli altri facevano gli umoristi in quel clima politicamente euforico, con la dittatura italiana e tedesca al massimo della propria volontà di potenza e sul punto di portare l’Europa alla Seconda Guerra Mondiale. In redazione Guareschi si trovava a lavorare con uno dei gruppi più geniali della storia dell’umorismo non solo italiano: Mosca, Metz, Manzoni, de Vargas, Albertarelli, Angoletta, Molino, Dalla Zorza, Pagot, Coppa e Saul Steinberg, il più grande disegnatore americano del “New Yorker”, che al Bertoldo mosse i primi passi e ne influenzò la redazione con il suo stile originalissimo e surreale.
La mostra Giovannino Guareschi al “Bertoldo”. Ridere delle dittature. 1936-1943 vuol ribadire ancora una volta la dignità artistica del disegno umoristico che ha risentito delle maggiori correnti artistiche europee degli anni Trenta.
Quella del “Bertoldo” è stata una lezione importantissima per Guareschi: qui è maturato come disegnatore e come scrittore umoristico con le sue rubriche diventate mitiche come “Il Cestino”, “Post scriptum”, “Le osservazioni di uno qualunque” e con la pubblicazione dei primi romanzi a puntate come Il destino si chiama Clotilde.

Giovannino è stato un uomo libero, lontano da etichette che lo potessero strumentalizzare. Non fu fascista: lo dimostra una notte di sbornia e di urla contro Mussolini e il Fascismo, dopo la quale fu arrestato. Era l’ottobre del 1942 e Giovannino fu costretto a bere ammoniaca che gli bucò lo stomaco e lo condannò tutta la vita a un ulcera che minò per sempre la sua salute. Giovannino non aderì alla Repubblica Sociale e non collaborò coi nazisti, scelte pagate con oltre due anni di lager in Germania. Un umorista che nel lager portò la lezione del “Bertoldo”, incarnando lui stesso il famoso giornale milanese, raccontando, “baracca per baracca”, le diverse rubriche per tenere alto il morale degli internati, e giungendo, nel dopoguerra, a fondare insieme a Mosca, il “Candido”, costituendo lui stesso, fisicamente, trait d’union tra i due giornali.
Giovannino Guareschi al “Bertoldo”. Ridere delle dittature. 1936-1943 è una mostra attualissima, tutta “da ridere”, ma che fa anche pensare, dove l’umorismo diventa un’arma potente contro le retoriche delle dittature, di qualunque colore esse siano.

STRUTTURA DELLA MOSTRA

La mostra Giovannino Guareschi al “Bertoldo”. Ridere delle dittature. 1936-1943 si dispone su due percorsi tematici diversi e nello stesso tempo complementari. Il primo percorso, indicato con il colore blu, racconta il contesto culturale dei giornali umoristici più importanti a partire dal “L’Asino” passando per “Il becco giallo” fino al “Marc’Aurelio” e al più filofascista “420”. Una panoramica dettagliata e allo stesso tempo divulgativa, ma scientificamente attenta, sul tema complesso dell’umorismo satirico sotto la dittatura di Mussolini, in un primo momento tollerante, poi avverso alla satira contro il regime e infine sostenitore di un umorismo filogovernativo.
Il percorso indicato con il colore arancione mostra oltre 70 disegni originali dei vari autori del “Bertoldo”, mai esposti prima d’ora in una mostra, custoditi nell’Archivio del Club dei Ventitré, tra cui uno straordinario disegno di Saul Steinberg.
La mostra racconta la paura della guerra nelle città al buio, le “donnone” di Guareschi che prendono in giro le ragazze con le calze con la riga, le prime donne singles dei “telefoni bianchi”, emancipate ed eleganti alle quali il fascismo ha sempre opposto la figura della donna-mamma tutta casa e figli. E poi ancora la guerra, i nemici del Fascismo, le rubriche di Guareschi, le sue vignette dagli Stati piccolissimi a quelle contro i monumenti, contro gli architetti che seguono le correnti artistiche del Novecento. Gli originali in mostra hanno la dignità e la bellezza dell’arte di Giovannino, rivista a distanza di oltre sessant’anni.
 
INFO
Ufficio Stampa - MUP Editore
Virginia Maini
www.mupeditore.it
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0521 386014

Ufficio Stampa – Brescia Musei
Ines De Giuli
www.bresciamusei.com
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030 2400640

Museo di Santa Giulia
Orari di apertura: da lunedì a giovedì e domenica 9.00 – 19.00; Venerdì e sabato 9.00 – 20.00.
Chiuso 24, 25 e 31 dicembre 2008
1 gennaio 2009: dalle 11.00 alle 19.00
www.bresciamusei.com
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