
BOLOGNA
GIUGNO-SETTEMBRE 2008
Guareschi e il cinema
Mostre, incontri, retrospettive cinematografiche
Progetto ideato da
Cineteca di Bologna e MUP Editore
In collaborazione con
Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Giovannino Guareschi, Club dei Ventitré, Fondazione CaRisBo.
Con il patrocinio di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Direzione Generali per i Beni Librari e gli Istituti Culturali
Giovannino Guareschi e il cinema: un tema complesso e ricco di spunti critici, tappa fondamentale nel lavoro del Centenario per le celebrazioni della nascita. La Cineteca del Comune di Bologna e MUP Editore stanno realizzando un approfondito lavoro che servirà a mettere in luce la narrativa di Guareschi in rapporto con il cinema fin dalle origini del suo lavoro sui giornali umoristici. Parma, alla fine del 1929 è una città che guarda al cinema americano e a Chaplin con grande interesse e passione, e discute se questa sia una forma d’arte a sé stante oppure una forma di teatro degradato. La visione del film di Chaplin, La febbre dell’oro, convincerà Zavattini, insieme con i suoi scolari prediletti, Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi, cugino di Giovannino, che il cinema è una vera e propria forma d’arte. Una conversione, questa, che avrà risvolti profondi nella storia del cinema non solo emiliana.
Giovannino vive in questo contesto culturale, lo vive e lo respira. Su “Bertoldo”, negli anni Trenta, lavora già pensando alle vignette multiple, che assomigliano molto a fotogrammi cinematografici. Inventa rubriche come “Bertoldo film”, scrive fumetti come la storia del dottor Mabuse, trasposizione fumettistica del famoso film di Fritz Lang, scrive sceneggiature e dialoghi per la radio.
L'opera di Guareschi quindi va riletto nella sua complessità perché Giovannino lavorava su diversi piani contemporaneamente e costringe oggi la critica a seguire i suoi metodi, per cui leggere il cinema di Guareschi vuol dire studiare come lui narrava attraverso le vignette, la radio e il racconto, per poi approdare al cinema vero e proprio, nel dopoguerra, con il primo suo film, Gente così, tratto da una serie di racconti pubblicati su “Candido”. Il successo dei racconti di don Camillo e Peppone, il successo mondiale e la storia della produzione cinematografica dell’intera saga, è nello stesso tempo un lavoro di ricerca affascinante ma anche una ricomposizione del quadro della nostra storia cinematografica, poi chiusa con il film a due voci, La rabbia, insieme con Pier Paolo Pasolini.
Accanto al lavoro di studio della Cineteca di Bologna, che si svilupperà in due mostre documentarie – una nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna sui rapporti tra narrazione e cinema, con vignette, testi e documenti, e l’altra nella sede della Cineteca di Bologna con materiale che riguarda la produzione vera e propria dei film della saga di don Camillo-, si alternerà con la visione dei film nel corso del festival internazionale della Cineteca “Il cinema ritrovato”.
Le mostre saranno corredate da un ricco catalogo, a cura di Mup Editore.
Informazioni evento
Cineteca di Bologna
Via Riva di Reno, 72 – 40122 Bologna
Centralino: 051 2194820 - Fax: 051 2194821
MUP Editore
Vicolo al Leon d’Oro, 6 – 43100 Parma
Telefono 0521 386014 Fax 0521 506588





